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QGLN1039-Antiche-provinciali-14

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redigio.it/dati2511/QGLN1039-Antiche-provinciali-14.mp3 - Antiche provinciali: - S.P.40 . Ferno - Lonate Pozzolo (Km 1) - Ponte di Oleggio - 8,32 - AUDIO -

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In 1874, a new expert was called to evaluate the situation. Two different options were suggested for the river: interventions in the riverbed and the opening of a second port for navigation. However, both options were not considered. It was only around 1880 that the construction of a new bridge was considered. The first design raised concerns and was revised based on feedback. Construction began in 1887 and the bridge was completed in 1890. There were discussions about adding a railway and tram line, but the project did not proceed. The Oleggio bridge is the only remaining bridge out of three on the Ticino river. It was built using iron, a material that became more available in the 19th century. The bridge's structure is a lattice truss, which allows for larger spans, lower cost, and quicker assembly. However, the bridge is showing signs of age and requires maintenance. The lattice design also proved useful during World War II, as it could withstand bombings Vvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvv Vvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvv Vvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvv Vvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvv vvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvv Nel 1874 venne chiamato un nuovo perito per una valutazione complessiva della situazione. Questi suggerì due diverse possibilità. La prima prevedeva alcuni interventi nel letto del fiume e l'apertura di un secondo porto natante su un ramo secondario per il passaggio della navigazione ascendente. Il secondo progetto prevedeva un ulteriore spostamento verso monte dell'intera struttura e entrambi però non vennero presi in considerazione. Si ipotizzò, si cominciò a ipotizzare la costruzione di un nuovo ponte sul fiume solo intorno a 1880. Il primo progetto venne redato dall'ingegnere civile Vincenzo Soldati di Torino, ma gestò una serie di perplessità presso i responsabili degli uffici tecnici di Novara e di Milano, sia per il tipo di struttura, a travate metalliche posizionate su piedriti in muratura, sia per i particolari architettonici, sia per gli interventi di supporto necessari all'opera stessa. Anche il Ministero dei lavori pubblici chiese una revisione del progetto che venne rivisto sulla base delle indicazioni fornite. Il 20 gennaio 1887 la provincia di Novara affidò alla ditta Fratelli Invitti di Milano l'appalto delle opere per la realizzazione del ponte. Per la struttura venne utilizzato il ferro proveniente dalla ferriera Tardì e Bercht di Savona. Durante il lavoro il transito sul fiume venne comunque mantenuto e l'accesso al porto naturale fu assicurato mediante un ponte di legno sullo scaricatore Ticinetto a Monte del ponte in costruzione. Per l'elemento venne realizzata la nuova rete stradale congiungente o reggio a Galerate, le cui spese furono poste interamente a carico della provincia. Il collaudo del ponte avvenne il 18 novembre 1890. Appena aperto si cominciò a valutare la possibilità di inserire una linea ferroviaria e tranviaria che comprendesse anche la strada provinciale. Interpellata la società mediterranea, si dimostrò propensa ad assumere l'impianto e l'esercizio di una linea a un solo binario a scartamento normale, a trazione elettrica e con conduttura aerea. Ciò portò nel 1906 alla costituzione di un consorzio per la via ferroviaria Galerate-Oleggio. Inizialmente furono previste otto coppie di treni giornalieri fra Oleggio e Galerate, di cui sei per viaggiatori e due misti, viaggiatori e merci, oltre ad alcune corse di collegamento tra Galerate e i centri lombardi. Il progetto però non ebbe seguito. Il ponte di Oleggio è il solo supestite dei tre ponti sul Ticino, quelli di Sesto e Turbigo, furono infatti ricostruiti dopo i danneggiamenti subiti durante la Seconda Guerra Mondiale. Questi tre ponti costituiscono un momento importante nella storia della tecnologia. Fu solo nell'Ottocento, in seguito allo sviluppo delle ferrovie, che si cominciò a considerare il ponte come struttura fissa in alternativa ai porti natanti e ai ponti in legno provvisori. Ma la vera novità fu l'impiego del ferro, un materiale che in quel periodo cominciò a essere più disponibile che non in passato. A ciò si aggiunsero le nuove tecniche di calcolo, molto più raffinate e precise rispetto ai vecchi metodi empirici. La struttura del ponte di Oleggio è una travata a graticcio o a traliccio, tipica dei modelli americani, ottenuta grazie alla sovrapposizione di più reticoli. I vantaggi consistono nelle maggiori luci raggiungibili, nel minor costo e nel minor tempo necessario per il montaggio. Unico svantaggio è la durata, che di solito non supera i 100 o i 150 anni. E infatti il ponte di Oleggio già manifesta i segni dell'età e richiede interventi manutentivi. Sulla scelta a traliccio influirono anche alcune considerazioni di carattere militare. Le bombe infatti, se non colpiscono una pila, danneggiano molto di più una struttura piena che è un reticolare. Questo accorgimento si rivelò particolarmente utile e consentì al ponte di Oleggio di sopportare i bombardamenti aerei della Seconda Guerra Mondiale, rimanendo come esempio di alta tecnologia di fine Ottocento. E la storia continua.

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